Gesù nella sinagoga di Nazaret: Lectio di Giulio Michelini su Lc 4,16-30 – Audio e Video scaricabile

Con il commento di Giulio Michelini è proseguita la lettura del vangelo secondo Luca con la pagina riguardante Gesù che a Nazaret apre il rotolo di Isaia e proclama il Giubileo. L’incontro si è tenuto l’11 gennaio 2019 presso il salone del convento di Monteripido (Perugia).

Audio e Video dell’incontro Scarica MP3

Per l’approfondimento e lo studio personale alleghiamo in pdf un articolo di Marco Mani estratto da “Parole di Vita” 2 (2010), Gesù a Nazaret, articolo di Marco Mani tratto da Parole di Vita

 

Proseguirà la lettura del Vangelo di Luca venerdì 25 gennaio con la Lectio del Prof. Stefano Zeni dal tema “Il Ministero di Gesù in Galilea”.  L’ingresso è libero e gratuito e la registrazione audio e video sarà postata su questo sito e liberamente scaricabile.

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Un’immagine e un commento: l’affresco del Monastero di Visoki Dećani (Kosovo, 1350)

Commento dell’opera a cura di Micaela Soranzo

L’episodio narrato dall’evangelista Luca (Lc.4,16-35)  è certamente fra i più rari racconti raffigurati nell’arte cristiana.  Troviamo qualche esempio negli affreschi dell’oriente cristiano, in alcune miniature medievali e, in occidente, l’esempio più antico lo vediamo nel soffitto della chiesa di S. Martino di Zillis, in Svizzera (XII sec.). L’Ottocento si è poi interessato a questo tema, ma con esempio molto didascalici e poco significativi.

L’affresco, che si trova nella chiesa del monastero di Visoki Dećani in Kossovo, risale al 1350 circa. Sullo fondo blu si staglia una costruzione con un arco centrale a tutto sesto incorniciato da due torri unite da un velo rosso porpora, che richiama il velo proprio del Tempio e indica che la scena si svolge in un interno. Ai lati dipartono due semicerchi di sedili, su cui sono sette personaggi di diversa età e abbigliati in maniera differente: quattro a sinistra, tra cui un giovane imberbe in piedi, e tre a destra: le diverse età, i vestiti diversi e il numero sette, segno di pienezza e perfezione, vogliono simboleggiare che l’assemblea presente nella sinagoga è completa. L’annuncio che Gesù fa viene udito da tutti, è un annuncio rivolto a tutta l’umanità. Gli sguardi sono rivolti verso il centro, verso Gesù, come dice il v.21: “gli occhi di tutti erano fissi su di lui”. I gesti delle mani degli astanti indicano, invece, il loro stupore e la meraviglia per “le parole di grazia che uscivano dalla sua bocca” (v.22), atteggiamento particolarmente evidente nel giovane imberbe che ha le mani unite e fissa quasi impietrito il Cristo. Ma, ad una attenta osservazione, negli altri personaggi si nota una crescente concitazione, un farsi cenno l’un l’altro, che prelude allo sdegno descritto nel v. 29: il terzo personaggio a sinistra, pur restando con lo sguardo fisso su Gesù sta per voltarsi verso il suo vicino, con una evidente tensione.

Al centro si staglia la figura di Gesù in piedi, perfettamente incorniciata dall’arco, e ha di fronte un leggio, posto su un piccolo rialzo, che richiama il bimah, la piattaforma rialzata che è il luogo del lettore nella sinagoga: con la mano destra sta aprendo il libro (v.17), mentre la mano sinistra appoggiata sul leggio indica l’atto del leggere: il testo scritto è la profezia di Isaia. Gesù ha il nimbo con la croce ed è vestito con una tunica rossa e il manto blu, i colori che alludono alla sua doppia natura umana e divina. Sulla sua spalla destra si vede la fascia dorata lunga fino ai piedi, che nella società bizantina era indossata dall’inviato dell’imperatore: Gesù, infatti, è il Messia, l’inviato dal Padre; l’oro, inoltre, rappresenta la divinità e indica il sacerdozio regale di Cristo.

La figura di Gesù è inquadrata perfettamente nell’arco e anche questo ha un preciso significato: l’arco rappresenta l’aròn hakkodesh, l’arca santa, il luogo dove vengono custoditi i rotoli della Torah. Gesù occupa il loro posto, quasi a dire che ora il Logos, la Parola è presente realmente e occupa il luogo dei rotoli sacri.

Commento in formato pdf scaricabile scheda Cristo nella sinagoga di Nazaret

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L’ambiente crociato nel sukh di Nazaret, impropriamente creduto la sinagoga dai pellegrini medievali

 

 

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