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Genesi 1,1 e la Shoah. Un commento di Etgar Keret

27/01/2026

Di seguito un commento a Genesi 1,1 dello scrittore israeliano Etgar Keret, figlio di sopravvissuti alla Shoah. Un piccolo nostro contributo al giorno della memoria.

Etgar Keret - Creare un mondo da capo

Ricordo la prima volta che lessi la Bibbia. Avevo sei anni e, dopo aver letto il primo versetto, mi sono fermato. Non volevo proseguire con il secondo versetto, ma cercare di capire cosa c’era prima. Prima del primo versetto, nel versetto “zero”, prima del cielo e della terra, prima che tutto iniziasse, prima di quella parola spaventosa: Bereshit (“In principio”). Già allora sapevo che prima di ogni cosa nel mondo c’era qualcosa, qualcosa che mi aveva influenzato, che aveva causato un cambiamento, e all’improvviso quella parola non mi permetteva di chiedere cosa ci fosse prima.

Come figlio di sopravvissuti alla Shoah, conoscevo bene quel luogo in cui ci si ferma. Quel luogo che dichiara di essere un inizio, così da non dover sapere cosa c’era prima. Anche la Bibbia, sentivo, nasconde un segreto, un trauma precedente. Qualcosa che è accaduto prima della prima parola scritta. Questo pensiero mi spaventava, perché non sapevo quale fosse quella cosa terribile che non si può nemmeno esprimere a parole. Ma mi dava anche speranza, perché mi rivelava che in un certo momento del tempo, nel punto in cui le cose diventano troppo terribili, ognuno può decidere di fermarsi. Ognuno può scegliere di ricominciare, di creare di nuovo il proprio mondo. Ognuno, persino Dio.

(Nostra traduzione dal sito internet: https://www.929.org.il/p/home)

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