La crescita umana di Gesù

Sarà stata la distanza che questa sera mi separava da padre Giulio (30 cm. circa), o forse la maggiore attenzione alle sue parole a suscitarmi la seguente riflessione: Gesù, Figlio di Dio,ha assunto la condizione di “Uomo” con tutti i limiti fisici e psichici che questa comporta (la crescita, lo sviluppo, la maturazione ecc.).
Della condizione  umana ha sperimentato tutto:le gioie, i dolori, le tentazioni,l’amore della famiglia, il tradimento degli amici; tutto ha condiviso dell’uomo, fuorchè il “peccato”. Anche la “Libertà” che Dio dona a tutti gli uomini di scegliere la “Via” da seguire nella propria vita, anche di questo dono Gesù ha usufruito in quanto “Uomo”: tutti noi conosciamo quale scelta di “Amore” ha fatto Gesù sulla Croce. Quello che vorrei chiedere a padre Giulio è questo: si può pensare che nel corso del processo di crescita umana di Gesù, gli eventi storici e sociali vissuti in quel periodo storico ed in quel contesto  sociale possano avere influenzato il “Cuore” di Gesù e quindi avere orientato in maniera diversa l'”Amore Misericordioso” ed il messaggio lasciato poi agli Apostoli? Mi riferisco in particolare alla diversa indicazione che Gesù dà a proposito della sua missione sulla terra in due diversi capitoli del Vangelo di Matteo: in Mt. 15,21 – 28 “….Ma egli rispose: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”….” Cioè afferma senza dubbi interpretativi che l’obbiettivo finale della sua azione è soltanto il popolo ebraico e non i pagani. Poi in  Mt.28, 16 – 20 “…Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato….”. Ecco dunque che al compimento della sua vita terrena Gesù, attraverso gli Apostoli, comanderà la diffusione della Parola di Dio a tutti i popoli, pagani compresi, portando in tal modo a compimento la volontà del Padre. Si può pensare che tale “evoluzione” del pensiero di Gesù circa l’Amore verso gli uomini possa essere messo in relazione ad una “maturazione” della sua condizione umana?
P.S.
Mentre scrivo mi tornano in mente le parole del centurione in Mt. 8, 5 – 13 …..”Signore io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto…..”, e quindi mi scuso in anticipo della mia inadeguatezza ad affrontare tematiche come questa, ma non ho potuto farne a meno.
Claudio.