La lettura del libro di Tobia, terzo incontro con la lectio di Giulio Michelini ofm. DIO è buono, ma se Dio è buono perché c’è il male? Audio, video e contributi per l’approfondimento

Con la Lectio del Prof. p. Giulio Michelini è proseguita la lettura del libro di Tobia.

Tobi, Sara e l’uomo di ieri e di oggi nella propria sofferenza, nella disperazione… e l’interrogativo di sempre… Dio è buono, ma se Dio è buono perché c’è il male?

La lotta cosmica nella Bibbia, in Tobia, in Luca, nell’Apocalisse e l’intervento della Provvidenza nell’inconsapevolezza degli “attori”. L’articolo su Gesù e la resistenza antiromana citato nella lectio (la lotta di Gesù sul Monte degli Ulivi): La lotta di Gesù sul monte degli Ulivi – Convivium

Dio entra nella storia, nella storia di ciascuno, interviene e rende possibile l’impossibile senza che ce ne accorgiamo.

AUDIO e VIDEO dell’incontro Scarica MP3

 

Per l’approfondimento anche personale alcuni contributi:

L’ironia drammatica: un personaggio in incognito Estratto tratto dal libro di Giulio Michelini – Gilberto Gillini – Mariateresa Zattoni, LA LOTTA TRA IL DEMONE E L’ANGELO, Tobia e Sara diventano coppia, San Paolo, Milano 2007, pagg.25-28

da Parole di Vita n. 3 del 2011 Articolo di Sebastiano Pinto. La storia di Tobi. Quando il giusto è messo alla prova

e un breve testo tratto dal libro  Giulio Michelini – Gilberto Gillini – Mariateresa Zattoni, LA LOTTA TRA IL DEMONE E L’ANGELO, Tobia e Sara diventano coppia, San Paolo, Milano 2007, pagg. 51-52

che ci aiuta a comprendere l’attualità dei libri che abbiamo letto quest’anno: Ester, Daniele e Tobia

“Oggi

 In questo nuovo millennio, dove anche nel nostro paese si parlano ora tante lingue mai udite prima – come al tempo di Tobia, quando gli ebrei erano deportati o in diaspora – i credenti non devono chiudersi o aver paura, ma devono dialogare, annunciare ed anche ascoltare. Per fare questo però bisogna però rafforzare l’identità propria, resistere alle prevaricazioni ed imparare le lingue degli altri. È accaduto nella diaspora con Ester, la quale è conosciuta addirittura con un nome persiano, che però non è il suo (si chiamava Adassa, Est 2,7); è accaduto con Daniele, che diventa Baltassar (Dn 1,7). Avviene ancora, in occasione della Pentecoste cristiana, la festa guarda caso citata in Tb 2,1: l’evangelista Luca scrive che gli “altri”, gli stranieri, sentivano parlare i discepoli di Gesù nelle loro lingue, quelle «altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi» (At 2,4).

Ecco perché Tobia è un libro ancora attuale. Ce lo ricorda un bel commento di Mazzinghi: «Come il popolo di Israele, anche gli uomini di oggi si trovano in esilio, lontani da Dio e da se stessi, angosciati e dispersi in un mondo spesso difficile da capire. Il libro di Tobia ci ricorda che esiste una meta, un centro di unità, anche se talora esso sembra lontano. Il libro di Tobia è stato scritto in un periodo nel quale il popolo di Israele, disperso fuori della sua terra, era alla ricerca della propria identità e rischiava seriamente di chiudersi in se stesso, solitario, a esclusiva difesa della propria fede e delle proprie tradizioni. Il libro di Tobia cerca di dare alcune risposte a questo problema così urgente: come vivere da credenti in un mondo spesso ostile? Come camminare verso una meta – Gerusalemme – che sembra irraggiungibile?»

Venerdì 25 maggio, alle ore 19.30 sempre a Perugia, nel teatro sotto la chiesa della parrocchia dei Cappuccini a Fontivegge, il quarto e ultimo incontro sul Libro di Tobia con la Lectio di GIULIO MICHELINI.

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