Lettura del libro di Ester: Lectio di Est 3,1-4,17 della Prof.sa m. Teodora Tosatti. Incontro SAB 24 11 2017: audio, video e contributi per l’approfondimento

Venerdì 24 novembre 2017 a Perugia presso il teatro sotto la chiesa dell’Oasi di Fontivegge è proseguita con la Prof.sa m. Teodora Tosatti la lettura del libro di Ester.

AUDIO e VIDEO dell’incontro, Lectio di Est 3,1 – 4,17

[Ci scusiamo per la qualità dell’audio… cercheremo di migliorare]

Scarica MP3

 

 

Per la lettura, la meditazione, la condivisione, la preghiera, l’approfondimento e lo studio si allega in formato pdf:

Il testo ebraico e il testo greco a fronte Est 3 1-4 17

un breve sussidio guida : SAB Perugia, 24 11 2017 – Scheda di approfondimento

un estratto della parte prima del libro Ester la regina di Israele, Giulio Michelini – Gilberto Gillini – Mariateresa Zattoni, San Paolo, Milano 2011, per conoscere la storia, il genere letterario, i personaggi, autore, luogo e data di composizione del Libro di Ester

Estratto – Ester la regina di Israele – GILLINI G. – ZATTONI M. – MICHELINI G., San Paolo, Milano 2011.

due articoli tratti dalla rivista Parole di Vita n.2 del 2011

La decisione (Est 4), articolo di Guido Benzi, tratto da Parole di Vita n 2 del 2011

le preghiere di Mardocheo ed Ester (Est 4, 17 a-z), articolo di Claudio Doglio pubblicato nella rivista Parole di Vita n.2 del 2011

2 Comments on "Lettura del libro di Ester: Lectio di Est 3,1-4,17 della Prof.sa m. Teodora Tosatti. Incontro SAB 24 11 2017: audio, video e contributi per l’approfondimento"

  1. Buonasera, sono rimasto colpito, nella lettura del Libro di Ester per l’assurdità del comportamento del re dell’Assiria e vorrei chiedere e riflettere con voi come è possibile che un imperatore si comporti in modo così imprevedibile e contradditorio nei confronti dei sudditi?

    • Carissimo Luigi,
      se la tua domanda facesse parte di un quiz a premi meriterebbe un premio da 100 milioni, oppure si potrebbe scrivere tanto e tanto ancora su questo tema.
      L’argomento tocca aspetti di storia, psicologia, antropologia e teologia. Non è poco.
      Ora entriamo in tema.
      “Il potere è la capacità reale o potenziale di realizzare qualcosa, in virtù di meriti intrinseci o di un’autorità legittima” (Dizionario della Bibbia). Nel caso nostro, si tratta di un’autorità legittima, ereditaria.
      Nel libro di Ester, non è chiaro se il re dell’Assiria sia Astaserse (uno dei quattro che si sono succeduti) o se il nome Assuero sia un sinonimo di Astaserse / Serse 1° (485 – 464 aC), descritto come regnante dall’India all’Etiopia. Si tratta probabilmente di un libro –tipo una novella orientale, – scritto in un’epoca più recente da un autore nella diaspora orientale degli Ebrei, forse nel II secolo aC. Comunque l’autore dimostra di conoscere assai bene l’ambiente e i cerimoniali della corte persiana. (Ravasi)
      Ciò che tu hai notato è che il re appare malleabile e incline ad azioni estreme, dapprima manipolato da Aman per consentire la distruzione di tutti gli Ebrei e poi, più tardi, da Ester e Mardocheo per lasciare che il popolo d’Israele si difenda, seppure a prezzo della vita di molti gentili cioè pagani. Come vedi, le notizie su questa dinastia pongono parecchi problemi cronologici e storici. Ma noi dobbiamo considerare altri aspetti. Infatti questo libro rivelerà un significato spirituale molto importante.
      Il libro di Ester si trova tra i libri storici della Bibbia d’Israele, ma non è un libro storico come lo intendiamo noi. Per noi, la storia che studia le cause, lo svolgimento e gli effetti di certi avvenimenti, è nata solo nel XVIII secolo, perciò sarebbe un errore giudicare quella antica con la nostra mentalità e le nostre conoscenze.
      Tuttavia, è un libro particolarmente caro al giudaismo che l’ha inserito tra le Meghillot , cioè tra i cinque rotoli biblici letti in alcune feste liturgiche, in particolare nella festa di Purim , festa del “gettare le sorti”, quasi un carnevale ebraico, senza, però, dimenticarne la matrice religiosa (Ravasi).
      Per quanto riguarda gli aspetti antropologici e psicologici, il libro narra le vicende che si svolgono nella reggia di Susa, sull’Eufrate, dove il re sta festeggiando da 180 giorni con i satrapi e i governanti delle 127 province del suo immenso impero.
      La figura di questo re/imperatore pone tante domande: l’aver ereditato il potere dai padri è equivalente alla capacità di governare, soprattutto con giustizia? Mi pare di no, per ciò che riguarda il Nostro. In seguito alla insubordinazione della moglie, la regina Vasti – che si era rifiutata di presentarsi davanti a lui e ai commensali con la corona in testa allo scopo di mostrare la sua avvenenza – si fa consigliare dai ministri, da sette eunuchi del Consiglio della Corona (un dato storicamente accertato), i quali decidono per lui con una risposta che consideravano gradita al sovrano e che noi definiremmo politically correct : una decisa ribellione al re sarebbe d’esempio per una rivolta in tutto il Paese. Infatti, la rivolta delle mogli ai mariti, porterebbe turbative a livello sociale. Come vedi, caro Luigi, il re non sa decidere e lascia che altri decidano per lui.
      “Nell’anno terzo del suo regno fece un banchetto”…. per ostentare il suo fasto, le sue ricchezze, durato ben 180 giorni. Poi, subito dopo, “fece un altro banchetto di sette giorni”…, un’appendice al banchetto da 180 giorni! E’ un re megalomane e narcisista, esagerato in tutto. La sua immensa ricchezza, lo splendore della sua reggia, oggi sarebbe definito dai tedeschi con il termine Kitsch, di cattivo gusto. “Sulla tavola il vino abbonda”… Nell’ultimo giorno il re è allegro per il vino bevuto, ma, soprattutto, è ubriaco. Sicché è anche alcolista e facile all’ira, instabile di carattere. Sotto l’effetto dell’alcol non è capace di controllare l’ira, ma…è il re…e, perciò, esercita il potere. Lui è volubile, incostante, ma il potere lo porta a decidere della vita o della morte dei sottoposti, secondo il capriccio del momento.
      Tu mi dirai: < >.
      Cero che esistono e, purtroppo, ne sono esistiti parecchi nella storia dell’umanità.
      Se guardiamo, ad esempio, il secolo scorso, osserviamo che è stato percorso da tante dittature che hanno portato distruzioni terribili, causando milioni di morti e sofferenze inenarrabili. Oggi, sta avvenendo lo stesso: dittatori con personalità infantile che dapprima hanno giocato con i videogiochi e ora “giocano” con i missili distruttivi come fossero giocattoli. E ridono soddisfatti. O altre dittature che hanno il titolo fittizio di “democrazia”, ma che tale non sono. Ti è mai capitato di osservare, quando un dittatore cade in disgrazia, con quanta rabbia i cittadini distruggono le loro statue che si erano fatti innalzare ancora da viventi per la gloria da lasciare ai posteri? O, ancora, quando tentano di fuggire come i conigli attraverso i tunnel di sicurezza che si erano fatti costruire, come vengono stanati da chi è stato oppresso?
      Il potere è sempre nei desideri e nelle tentazioni dell’uomo. L’uomo ha sempre desiderato e desidera “potere, denaro e onori” La formula mnestica di questa triade sono le tre esse: soldi, successo, sesso. Credono di essere il re del mondo, ma “il re del mondo” è un altro, come ci dice la liturgia della 34° domenica p.a.
      Arriviamo ora al significato teologico:
      il malvagio Aman, adulatore del re e suo primo ministro, a cui tutti dovevano riverenza, gestisce a suo modo il potere ottenuto e, a sua volta, pretende di essere adulato. Sennonché Mardocheo rifiuta di prostrarsi a lui per fierezza etnica e per non essere servile, anche se la religione ebraica non lo proibiva. Lui lo faceva per dignità e, forse, anche per ragioni religiose, ma il testo non lo dice.
      Il libro rivela ora il suo scopo: quello di evocare le numerose persecuzioni etniche a cui era sottoposto il popolo d’Israele, non solo nella diaspora. Via via, nella storia di questo popolo si sono verificate numerose persecuzioni, poi culminate nelle atrocità del XX secolo.
      Questo libro, quindi, esalta un tema assai caro alla Bibbia: quello del rovesciamento dei destini: l’iniquo, lo spietato, il crudele Aman sarà umiliato e subirà la punizione che aveva stabilito per il giusto. Le vittime saranno riabilitate e ritroveranno il rispetto che meritano. Questo perché Dio agisce all’interno della storia anche quando non ce ne accorgiamo.
      Il suggerimento di questo libro è quello di avere fiducia nel Signore, di avere speranza, perché Lui ribalterà “ le sorti”, Purim,, anche quando la situazione sembra disperata, senza via di sbocco.
      Il libro di Ester termina con una grande festa per gioire del pericolo scampato ed esaltare la salvezza del popolo d’Israele, un po’ come era avvenuto con la fuga dalla dominazione del faraone d’Egitto, anch’egli oppressore piegato da Dio.
      Dio conferisce il potere ai deboli (Is 40,29); gli esseri umani possono trovare rifugio nella forza di Dio (sal 28,7-8; Ger 16,19 e Lc 1,52). Il potere di Dio si è manifestato in Cristo (Mt 25,31-46), il quale non è venuto per dominare le coscienze, ma per salvare l’umanità, per aprire la porta di quella felicità eterna a cui l’uomo aspira.
      Caro Luigi, spero di essere stata esaustiva e ti ringrazio dell’occasione che ci hai offerto di approfondire l’eterno problema del potere.
      Rosalba

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