La regina Ester tra Bibbia ed arte: un contributo di Micaela Soranzo

Marc Chagall, Ester e Assuero

A Ester, eroina nazionale del popolo ebraico, è dedicato un intero libro della Bibbia.

E’ stato scritto per spiegare l’origine della festa di Purim, istituita per commemorare la liberazione degli ebrei da un grande pericolo che li minacciava in Persia. Ora questa festa ebraica deriva dai Saturnali babilonesi celebrati in onore di Marduk  dio principale della grande città sull’Eufrate.

Il nome del dio si ritrova in quello di Mardocheo che non è altro che un diminutivo. Quanto a Ester sarebbe l’equivalente di Istar, dea babilonese che i greci chiamavano Astarte.

Ester, il cui nome significa ‘stella’, deportata in Persia, diventa la favorita del re Assuero prima di essere stata da lui scelta come sposa e quindi regina, dopo il ripudio di Vasti. Mardocheo le chiede di intervenire presso il re per salvare gli ebrei minacciati di sterminio da un editto del primo ministro Aman e la donna, a rischio della propria vita, intercede in favore del suo popolo e durante un banchetto smaschera il ministro che viene messo a morte, episodio raffigurato in una splendida tela di Rembrandt

Assuero, Aman ed Ester, 1660 Museo Puskin, Mosca

L’iconografia rappresenta Ester sia da sola, con gli attributi della sua condizione regale – veste, corona e scettro – come nel soffitto della chiesa di Capaci, sia in cicli iconografici, ma sono soprattutto i singoli episodi più significativi del racconto a stimolare i grandi artisti di ogni epoca, cioè il Banchetto per le nozze e l’incoronazione di Ester, lo Svenimento di Ester,  l’Intercessione per il suo popolo e il  Banchetto proposto da Ester ad Assuero con la presenza di Aman.

Per quanto riguarda i cicli iconografici la più antica rappresentazione conosciuta è un affresco della Sinagoga di Dura Europos (III sec.), che raffigura a destra la regina Ester seduta accanto al re Assuero, che dà a un messaggero l’ordine di sterminare gli ebrei, mentre Aman guarda da dietro, e a sinistra il trionfo di Mardocheo, uno degli episodi salienti della storia della salvezza del popolo ebreo. Mardocheo monta un cavallo bianco, simbolo di regalità, che Aman conduce tenendo le briglie, mentre al centro quattro uomini, rivestiti con la toga,  lo acclamano.

Nel periodo romanico il Libro di Ester è stato illustrato essenzialmente nei manoscritti, come la ‘Bibbia di Souvigny’ o la ‘Bibbia di Roda’, che dedica al racconto una pagina con tre miniature che hanno al centro l’incoronazione di Ester. Il manoscritto dell’“Hortus Deliciarum”, invece, riproduce in molte figure i diversi momenti del racconto: Il convivio di Ester, La collera di Assuero e La caduta di Aman. Del XIII sec. è il portale nord del transetto della cattedrale di Chartres, dove sono raffigurate le Nozze fra Assuero ed Ester, la regina che si getta ai piedi del re e Mardocheo che annuncia la revoca dell’editto contro gli ebrei.

Fra i cicli narrativi ce ne sono due di eccezionale interesse: uno fiorentino del XV sec. e uno francese in un arazzo del XVIII sec. Il primo è il cosiddetto Forziere di Ester e Assuero, un insieme di tre pannelli di Jacopo del Sellaio del 1490,  probabilmente realizzato per un matrimonio, viste le allusioni al tema della fedeltà. Si trattava di una produzione tipica nella Firenze dell’epoca: nel XV sec., infatti, ha grande diffusione l’immagine di Ester sui cassoni nuziali come esempio di devozione coniugale. Botticelli (o per alcuni Filippino Lippi) realizzano i disegni per i pannelli che decorano una cassapanca nuziale raffiguranti Il ripudio di Vasti, La presentazione di Ester ad Assuero, Lo svenimento di Ester e Il trionfo di Mardocheo. Anche Michelangelo, in uno dei pennacchi della Cappella Sistina, sintetizza le ultime vicende della sua storia: Ester che denuncia il traditore, Mardocheo in trionfo e l’Uccisione di Aman. Successivamente altri esempi li troviamo negli arazzi fiamminghi della cattedrale di Saragozza (XVII sec.) e nei cartoni di Jean-Francois de Troy per un arazzo tessuto nel 1740 con sette episodi.

Ma già dal Medioevo la scena dell’intercessione di Ester presso Assuero e la sua incoronazione diventano i soggetto più comuni. Ester, che la Bibbia descrive come una giovane di bella presenza e di aspetto avvenente e  rosea nel fiore della sua bellezza, è sempre raffigurata molto bella, con vesti regali, sofisticate pettinature e adorna di gioielli, come si conviene a una regina.

Il re si innamorò di Ester […] e perciò egli pose su di lei la corona regale. Poi il re fece un banchetto […] volendo solennizzare così le nozze di Ester.”   (Est.2,17-18)

 

La scena dell’incoronazione è spesso legata iconograficamente a quella del convivio di nozze, ma può anche essere confusa con la scena dell’intercessione. Generalmente l’incoronazione di Ester è una scena di banchetto con i commensali seduti attorno alla tavola, mentre la scena dell’intercessione avviene con Ester in piedi o in ginocchio davanti ad Assuero che, “alzato lo scettro d’oro, lo posò sul collo di lei” in segno di perdono (Est.5,2). E’ così che la presentano grandi artisti, come Tintoretto nella tela del Prado.

Incoronazione di Ester, 1555 Museo del Prado, Madrid

 

In altri casi sono raffigurati solo i due protagonisti con Assuero che alza il suo scettro verso Ester, che a volte è inginocchiata e a volte in piedi accanto a lui, come nella tela di Konrad Witz

Assuero grazia Ester, 1450 Kunstmuseum, Basilea

Vasari, invece, nel 1549 realizza un grande dipinto raffigurante il Convito di nozze  per il refettorio dell’abbazia aretina delle S.S.Flora e Lucilla.

Un’altra scena molto rappresentata è quella dello svenimento di Ester quando si presenta non annunciata davanti al re per intercedere per il suo popolo e Assuero “al culmine della collera la guardò. La regina cadde, in un attimo di svenimento, mutò colore e si curvò sulla testa dell’ancella che l’accompagnava. […] (il re) ansioso, balzò dal trono, la prese tra le braccia, fino a quando ella non si fu rialzata” (Est.5,1d-1e). Generalmente si vede l’anziano re che si alza precipitosamente e le ancelle che sorreggono la regina, come nella tela di Tintoretto o Poussin, mentre Artemisia Gentileschi  lo raffigura giovane e con lo sguardo folgorato dalla bellezza della giovane regina, mentre si alza di scatto dal suo trono per andare da lei.

Svenimento di Ester davanti ad Assuero, 1628 Metropolitan Museum of Art di New York

 

Nell’836 Rabano Mauro scrive la “Expositio in librum Esther” nella quale vengono definite le concordanze e le prefigurazioni tra avvenimenti dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il testo pone in risalto, al’interno della storia di Ester, l’incoronazione regale come prefigurazione di quella di Maria. I teologi hanno visto Ester, la ‘stella’ di Persia, come la Stella maris delle Litanie e come la sua incoronazione da parte di Assuero è immagine dell’incoronazione della Vergine, così il suo intervento presso il re è emblema dell’intercessione di Maria presso il Figlio nel giorno del giudizio: come ella aveva ottenuto la grazia per i giudei, Maria ottiene la grazia per il genere umano. Assimilata alla Vergine, Ester diventa, come la Sulamita del Cantico dei Cantici, immagine della Chiesa ed Assuero che sposa Ester evoca nello spirito dei teologi il Cristo sponsus ecclesiae.

In un arazzo del XV sec. nel Tesoro della cattedrale di Sens, compaiono al centro l’Incoronazione di Ester, a destra quella della Regina di Saba e a sinistra quella della Vergine.

Al centro del catino absidale della chiesa di S.Filippo Neri a Perugia

Ester e Assuero, Chiesa di S.Filippo, Perugia

sopra la tela dell’Immacolata Concezione di Pietro da Cortona, è raffigurata Ester che intercede per il popolo ebreo davanti ad Assuero: è prefigurazione dell’Immacolata raffigurata sull’altare maggiore. Sopra l’affresco vi è un cartiglio con le parole: NON MORIERIS: NON ENIM PRO TE, SED PRO OMNIBUS HAEC LEX CONSTITUTA EST  (Tu non morrai: infatti questa legge è fatta non per te, ma per tutti). Ai lati di Ester si trovano quattro donne dell’Antico Testamento, anch’esse prefigurazioni della Vergine: Miriam, Rachele, Debora e Giaele.

L’eroina compare anche nell’Oratorio di Orsanmichele, il cui programma decorativo prevedeva nella volta la raffigurazione di 12 figure maschili e 12 femminili, ritenute significative nelle tre epoche della storia biblica: ante legem, sub lege e sub gratia. Anche in questo caso Ester viene dipinta nella parte centrale della volta  insieme a Miriam, Giuditta e Rut. Si spiega così come la scena della intercessione di Ester sia diventata il tema più popolare della sua iconografia.

Sulla base del Libro di Ester e di precisi intenti didattici, volti ad affermare solennemente il culto della Vergine contro i protestanti, è basata la decorazione della sacrestia di S.Sebastiano a Venezia di Paolo Veronese. Al centro della sacrestia è raffigurata l’Incoronazione di Maria in atteggiamento umile, circondata dalle quattro virtù cardinali, dagli evangelisti e da otto scene del’Antico Testamento, fra cui Ester davanti ad Assuero. La scena principale nel soffitto della navata raffigura l’Incoronazione di Ester per sottolineare identità con la Vergine. La regina è la rappresentazione della Chiesa trionfante sulla sinagoga, personificata dal Ripudio di Vasti dipinto sul secondo riquadro, mentre nell’ultimo c’è il Trionfo di Mardocheo, che allude all’azione della Chiesa militante sulla terra.

Dopo il declino dell’arte didattica prende piede il pittoresco e gli artisti immettono in questo racconto orientale alcuni tratti più graziosi come  la toilette di Ester.

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