Mostri, angeli, sogni e figure dell’immorabile e dell’imminente. Lettura del libro di Daniele con la Lectio del Prof. David Micheletti (Perugia 9 febbraio 2018): AUDIO e VIDEO

Venerdì 9 febbraio 2018 è proseguita la lettura del libro del profeta Daniele con la Lectio del Prof. David Micheletti sui capitoli dal 7 al 12  (in particolare sul  7 e 8).

AUDIO e VIDEO della lectio  Scarica MP3

 

L’incontro si colloca tra le attività del Settore Apostolato Biblico della diocesi di Perugia – Città della Pieve ed è dedicato ai GIOVANI NELLA BIBBIA, in preparazione al prossimo Sinodo per i Giovani voluto da papa Francesco per il 2018.

 

Spunti per la riflessione e la preghiera personale:

Signore aiutaci:

  • a non rinnegarTi nei momenti di difficoltà e a non cercare altrove la nostra strada
  • a non respingere il prossimo e ad essere ospitale con lo straniero
  • a continuare a cercarTi nei momenti in cui sembri lontano e a non riempire i nostri vuoti con falsi idoli
  • nelle nostre perplessità e nelle nostre scelte ad ascoltare la tua voce e a seguire la Tua via
  • a resistere al disumano che cerca talvolta di prevalere
  • a scegliere Te sempre e il Tuo amore

 

Bibliografia utile per l’approfondimento e lo studio personale:

-A. Rofè, La Letteratura Profetica, in “Introduzione alla letteratura della Bibbia ebraica 2“, Paideia Editrice, Brescia 2011
-B. MARCONCINI E COLLABORATORI, Profeti e Apocalittici, 2°edizione, Elledici, Torino 2007
-S. Quinzio, Un Commento alla Bibbia, Adelphi, Milano 1991
-M. Cacciari, Il potere che frena, Adelphi, Milano 2013

 

Il prossimo e ultimo incontro sul libro del Profeta Daniele si terrà il 23 febbraio, alle ore 19,30 con la Lectio del Prof. don Alessio Fifi sempre presso l’Oasi di Fontivegge a Perugia. Poi proseguiremo iniziando la lettura del libro di Tobia.

L’INGRESSO AGLI INCONTRI È LIBERO e aperto a tutti ed è destinato a tutti coloro che desiderano conoscere meglio la Bibbia e tutte le lezioni verranno pubblicate in audio e in video, scaricabili, su questo sito sul quale si possono trovare anche altri contributi utili per iniziare e poi proseguire con una lettura e un approfondimento anche personale o in gruppo della Bibbia.

1 Comment on "Mostri, angeli, sogni e figure dell’immorabile e dell’imminente. Lettura del libro di Daniele con la Lectio del Prof. David Micheletti (Perugia 9 febbraio 2018): AUDIO e VIDEO"

  1. Di seguito la risposta di Rosalba a Giancarlo che ha chiesto un approfondimento sul tema dei mostri pre-umani e di quelli disumani.

    Caro Giancarlo, anzitutto il genere letterario del libro di Daniele fa parte dell’apocalittica, cioè della rivelazione degli avvenimenti finali della storia e delle profezie ad essa connesse. E’ uno stile ricco di mostri, figure e angeli-interpreti. Questo libro si colloca, storicamente, tra la fine della potenza persiana e l’inizio di quella macedone che voleva imporre a tutto l’impero il ‘pensiero unico’ della cultura ellenistica, ossia la sopraffazione sulle culture particolari.
    Le quattro bestie descritte da Daniele corrispondono ai quattro imperi di Babilonia. Dei Medi, dei Persiani e, infine, dei Macedoni, quest’ultimi contemporanei dell’autore.
    Nel libro di Giobbe, diceva il relatore, compaiono i mostri Leviatan – orrendo mostro marino – e il “behemot”-ippopotamo. Sono mostri che risalgono alla creazione dell’universo, prima della creazione dell’uomo, perciò ‘mostri pre-umani’.
    E’ una “mythopoiesis”, ossia una mitologia che nasce dal contatto dell’uomo con le potenze primitive, espressione delle sue paure.
    I mostri di Daniele, invece, sono allegorie del disumano perché disumane erano le potenze opprimenti, le quali erano governate da re-imperatori che avevano innalzato se stessi a divinità.
    I desideri dell’uomo, infatti, sono sempre gli stessi in tutte le generazioni: potere, denaro, onori, fino a credersi al di sopra e al di fuori di tutte le leggi, fino a utilizzare il potere a piacimento anche per i propri capricci.
    Ecco perché i mostri di Daniele sono allegorie del disumano, perché, quando l’uomo rifiuta la trascendenza, nega l’esistenza dell’Essere, cade nella disumanità. L’uomo senza Dio si sente libero di agire come vuole, di calpestare il prossimo, di accontentare tutti i suoi desideri fino a raggiungere la disumanità. E’ ciò che afferma anche Dostoevskij ne “I fratelli Karamazov”: “Senza Dio tutto è permesso, tutto è lecito”.
    Daniele esamina la storia dei prepotenti del passato, vive nell’arroganza del potere di Antioco IV Epifane, satrapo dell’impero macedone e già avverte i prodomi dell’impero romano.
    Daniele dice che l’oppressione durerà finché il popolo di Dio sarà schiacciato (confronta la distruzione di Gerusalemme nel 70 dC ad opera dei Romani). Però la storia non è in mano al dominio bestiale delle potenze terrene, ma è ben salda nelle mani del Signore che compirà il giudizio sui tiranni annientandoli.
    Cosa possiamo fare? Possiamo vincere? Daniele non è ottimista. L’unica cosa da fare –suggerisce il prof Micheletti – è di amare il regno di Dio, di cui Gesù ci ha aperto le porte con la sua resurrezione. Impegnamoci a raggiungerlo.
    Grazie, caro Giancarlo e tanti auguri. Rosalba

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