Bibbia e sessualità. L’educazione sessuale, dal libro dei Proverbi ad Amoris Laetitia. A margine dell’intervento di papa Francesco sulla necessità di educare i giovani alla bellezza della sessualità. Un articolo dall’Avvenire del 31 gennaio 2019

Pubblichiamo di seguito il pdf e il testo dell’articolo su Bibbia e sessualità, estratto dal volume di Giulio Michelini, “Quello che i genitori non dicono”, Porziuncola 2019, e apparso su Avvenire del 31 gennaio 2019.

G. Michelini, La Bibbia e l’educazione sessuale, Avvenire 31 1 2019

Nel libro dei Proverbi si parla frequentemente della salvaguardia del giovane maschio inesperto da una donna seduttrice, al punto che quattro brani su questo argomento, sparsi all’interno del libro (Proverbi 2,10-19; 5,3-20; 6,24-35; 7,5-22) possono essere considerati un insieme, un vero e proprio trattato sullo stesso tema. La ragione di questa insistenza – spiega il teologo e biblista Mario Cimosa – è data dal timore che il diffondersi della corruzione morale potesse distruggere la famiglia e l’intera società. C’è una pagina molto speciale, quella al capitolo 5,1-23, che riguarda la sessualità. Si noti che anche quando si parla di educazione alla sessualità il linguaggio biblico è esplicito (anche le parti del corpo interessate sono menzionate senza timore), e chiama le cose col loro nome, senza paura di usare immagini forti per veicolare esplicitamenteil messaggio. E poi, cosa alquanto notevole, questa istruzione così delicata viene impartita dal padre, che usa il discorso in prima persona proprio per esprimere la gravità di quanto dice: in gioco c’è il fondamento dell’etica della comunità ebraica ma, a guardare bene, il fondamento della convivenza sociale e la sorte dei giovani.

Invitando il giovane uomo a non frequentare una prostituta il padre dice al suo figlio giovane che la relazione con la sposa della giovinezza, se custodita, non mancherà di portare le legittime gioie coniugali: il giovane marito potrà godere fisicamente della sua sposa, e non sentirà né il bisogno di rivolgersi ad altre donne, né quello di pagare prostitute. La gioia del rapporto coniugale con la propria sposa, nonostante una tendenza spiritualizzante che si riscontra nella traduzione di questa pagina verso il greco (nella versione destinata agli Ebrei della diaspora),viene espressa con parole forti, che rimandano a un evidente sfondo sessuale, del tutto positivo e realisticamente descritto attraverso l’immagine dei seni della sposa che inebriano lo sposo(Proverbi 1,19).La Bibbia, insomma, tocca questioni della vita reale, che riguardano anche l’affettività e la sessualità. È nelle famiglie – ci sembrano dire i saggi che hanno tramandato questi detti – che si vive la bellezza della relazione sessuale, ma lì si corrono anche i rischi della divisione, dell’adulterio e dell’infedeltà coniugale: ecco perché il giovane viene avvertito proprio dalla famiglia a riguardo di quanto può accadere se non viene custodita la fedeltà con la sposa.

Ecco perché la voce di questo educatore – un sapiente d’Israele, o un ideale padre che si rivolge al figlio – per parlare a giovani fragili di temi così delicati, ora sta dicendo dei ‘no’. Non tutto va bene, non ogni esperienza è utile per la vita propria e degli altri. Soprattutto, quando si tocca una sfera così fragile come quella della sessualità e dell’affettività, si percepisce in questa voce una comprensibile preoccupazione, dalla quale si evince che i genitori hanno l’obbligo morale di istruire i figli in questioni che riguardano la sessualità.

Non si capisce perché ambiti così fondamentali per la persona debbano essere lasciati oggi ad altre agenzie o istanze, o ai suggerimenti che vengono da coetanei più informati, o, peggio, dal web o dai social network. Nell’Esortazione apostolica di papa Francesco, Amoris laetitia, si trova un intero paragrafo intitolato «Sì all’educazione sessuale », che invita i genitori a farsene carico, come del resto già si auspicava nei documenti del Concilio Vaticano II. Il Papa mette in guardia anche da una riduzione di questa educazione a un banale «invito a ‘proteggersi’, cercando un ‘sesso sicuro’», perché tali istruzioni minimalistiche, ridotte ‘all’osso’, promuovono «l’aggressività narcisistica invece dell’accoglienza» della vita. Continua papa Francesco: «È irresponsabile ogni invito agli adolescenti a giocare con i loro corpi e i loro desideri, come se avessero la maturità, i valori, l’impegno reciproco e gli obiettivi propri del matrimonio. Così li si incoraggia allegramente ad utilizzare l’altra persona come oggetto di esperienze per compensare carenze e grandi limiti. È importante invece insegnare un percorso sulle diverse espressioni dell’amore, sulla cura reciproca, sulla tenerezza rispettosa, sulla comunicazione ricca di senso» (Amoris laetitia 283). Proprio come, appunto, ci sembra di vedere, una volta i genitori e i saggi facevano con i giovani, almeno secondo quanto abbiamo appena letto nella Bibbia.