Il nuovo libro di Marco Mani, su Luca 4,16-30. La presentazione del Responsabile dell’Apostolato Biblico della Chiesa italiana

«La Chiesa esiste per evangelizzare». Così si esprimeva icasticamente Paolo VI nella esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi (n. 14) del 1975. In quella espressione si riassume il compito primario della comunità ecclesiale: trasmettere il Vangelo, trovando di volta in volta le forme storiche più adatte per raggiungere ogni uomo.

Il presente studio di d. Marco Mani, presbitero della diocesi di Mantova, da anni apprezzato protagonista dell’Apostolato biblico a livello sia diocesano che nazionale, si pone in modo intelligente su questo solco di riflessione ecclesiale. Lo fa con gli strumenti dello studioso e del pastore, del saggio che sa estrarre dal tesoro della Chiesa cose antiche e sempre nuove (cfr. Mt 13,52). Al lettore vengono così anzitutto presentati i tratti salienti della evangelizzazione che è andata emergendo nel post-Concilio, con particolare attenzione al magistero pontificio di Giovanni Paolo II e di Francesco. Dopo aver illustrato il dibattito intorno all’espressione “nuova evangelizzazione”, si rileva la spinta che Papa Bergoglio ha impresso a questo tema con la Evangelii gaudium: quali sono le istanze del mondo contemporaneo? cosa vuol dire essere Chiesa evangelizzatrice oggi? cosa comporta l’evangelizzazione in chiave missionaria? Sono domande a cui Mani intende rispondere recuperando la carica dei testi magisteriali.

Il cuore della ricerca, tuttavia, risiede in un’analisi ravvicinata del celebre episodio che soltanto l’evangelista Luca riporta, in cui si racconta di Gesù che insegna presso la sinagoga di Nazaret (Lc 4,16-30). La pericope lucana viene considerata in sé, ma viene anche intesa come paradigmatica per l’evangelizzazione di natura missionaria. Si tratta di una operazione intellettuale sempre auspicabile: il confronto ravvicinato con la Scrittura consente infatti di radicare ogni iniziativa pastorale nel suo fondamento naturale. Non a caso, l’analisi esegetica predilige un metodo sincronico che, senza trascurare i diversi dettagli del testo, permette al lettore di entrare nella dinamica complessiva della narrazione per ricavarne indicazioni di ampio respiro. La cura rivolta al testo lucano si evince tra l’altro anche dallo studio della citazione del capitolo 61 del libro del profeta Isaia secondo la versione dei Settanta, non senza uno spazio appositamente dedicato al Testo Masoretico e ad alcuni documenti provenienti dalle grotte di Qumran. In questo modo, Mani rileva e fa apprezzare la continuità ma soprattutto la novità e la definitività che Gesù imprime al testo profetico anticotestamentario.

Il testo biblico non viene quindi lasciato a se stesso, ma se ne trae frutto per l’azione testimoniale della Chiesa odierna. In questo modo anche la pastorale si configura più chiaramente come un prolungamento dell’azione del Maestro di Nazaret. La comunità missionaria dei credenti si rivolge a tutti, soprattutto a quanti si trovano ai margini della società, per offrire occasioni nuove e creative di incontro con Cristo e per liberare da quelle schiavitù che si insinuano più o meno subdolamente nella vita quotidiana.

Anche per questa ragione è da apprezzare lo studio di Mani, perché vi si ritrova il sempre più auspicabile legame tra indagine esegetica e proposta pastorale.

Dionisio Candido, Responsabile del Settore dell’Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico Nazionale della CEI

Pdf: Dionisio Candido, Presentazione libro Marco Mani