Bibbia e mondo classico – Un intervento di Gianfranco Ravasi

Il card. Ravasi e il sindaco di Bologna (foto Resto del Carlino)

Un’anticipazione del discorso che Gianfranco Ravasi ha tenuto in occasione del conferimento al cardinale della Laurea ad honorem dall’Università di Bologna – tratto da Avvenire del 16 6 2018, p. 19.

Un rapporto complesso che può passare dalla simbiosi allo scontro. Eppure per la comprensione del pensiero cristiano le culture greca e latina sono necessarie Il filo del legame tra classicità greco-romana e il cristianesimo si snoda fin dalle origini della nuova religione non solo a livello letterario-filosofico ma anche in ambito artistico (si pensi solo a Cristo rappresentato come Orfeo che attira le anime con la sua cetra, un’immagine suggestiva presente nelle catacombe romane). Il rapporto è stato spesso variabile, destinato a passare dalla sintonia e dalla simbiosi alla dialettica e al confronto anche polemico. Come non pensare, ad esempio, al delizioso scritto di un grande Padre della Chiesa come Basilio di Cesarea, il Discorso ai giovani, composto tra il 370 e il 375. Indirizzandosi forse ai suoi nipoti, il Cappadoce esaltava la preziosità della letteratura profana, sia nel suo argomentare (lógoi) sia nel suo testimoniare (práxeis) per l’ ascetica, la formazione e l’ esegesi cristiana, giungendo sino al punto di considerare i classici (come i citatissimi Platone e Plutarco) un vero e proprio «viatico» per l’istruzione e l’educazione del giovane cristiano che ne avrebbe ricavato «profitto per l’ anima».

Continua a leggere in formato pdf: G. Ravasi, Bibbia e mondo classico, Avvenire 16 6 2018

 

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