Commento al Vangelo della X Domenica del tempo ordinario, Mc 3, 20-35, a cura di Giulio Michelini: video (trasmissione Sulla Strada, TV 2000)

Mc 3,20-35

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «È fuori di sé».
Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni».  Ma egli, li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può satana scacciare satana?  Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi;  se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi.  Anche satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiare la casa.  In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno;  ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».  Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.  Attorno a lui era seduta la folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano».  Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».  Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!  Perché chi compie la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

 

 

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