Le parabole di Gesù – AUDIO e VIDEO – Prof. don ANDREA ANDREOZZI – LECTIO DIVINA sul capitolo 13 del vangelo di Matteo – DOMANDE per la riflessione

Vincent Van Gogh, Il seminatore

Introduzione alle parabole nel vangelo di Matteo – a cura di Giulio Michelini

 

Ascoltare, comprendere, fare: il terzo discorso di Gesù (Mt 13,1-52)

 

Il capitolo tredicesimo del Primo vangelo contiene il terzo lungo discorso di Gesù in Matteo, quello centrale (tra i cinque). Incorniciato da un solenne incipit (cfr. 13,1-3a) e da una conclusione che per molti esperti rivelerebbe l’autoritratto di Matteo (cfr. 15,51-52), riporta sette parabole (il seminatore, 13,3b-9; la zizzania, 13,24-30; il grano di senape, 13,31-32; il lievito, 13,33; il tesoro, 13,44; la perla preziosa, 13,45-46; la rete, 13,47-50), che diventano otto, se si considera anche il detto sull’uomo-padrone di casa del v. 52; inoltre offre anche una introduzione al genere parabolico (13,10-17. 34-35) e i commenti a due delle parabole raccontate – quelle del seminatore (13,18-23) e della zizzania (13,36-43). La sezione si conclude al modo consueto con cui vengono chiusi i discorsi di Gesù in Matteo, con la formula «E avvenne che, quando Gesù ebbe terminato (questi discorsi…)» (v. 53; cfr. nota a 7,28).

Sono proprie di Matteo le parabole della zizzania, del tesoro, della perla e della rete, mentre le altre appartengono alla triplice tradizione, e sono una probabile rielaborazione di Mc 4. Generalmente si dice che queste parabole trattano del regno dei cieli, ma questa definizione è incompleta, perché alcune non trattano del Regno (sono piuttosto «parabole della comprensione»), e poi perché così si rischia di separare il nucleo delle parabole dalla trama narrativa in cui queste sono inserite e dal contesto non solo di chi le ha raccontate, Gesù, ma soprattutto della comunità che le ha rivisitate e arricchite. Sul piano del vocabolario, oltre al lessema «parabola» (dodici volte), e «regno dei cieli» (sette volte), quelli che ricorrono più frequentemente nel capitolo sono i verbi «ascoltare» (sedici volte, la più alta occorrenza in un capitolo del Nuovo Testamento) e «comprendere» (sei volte), che appare anche in chiusura di questa sezione, nella domanda del v. 51: «Avete compreso tutte queste cose?». Da questo semplice elenco si capisce che non è sufficiente ascoltare, si deve comprendere per poter poi fare, agire per portare frutto: è forse questo uno dei significati della parabola del seminatore.

Per quanto riguarda il ruolo del capitolo 13 nel racconto di Matteo, già nel 1966 un esegeta di nome Kingsbury aveva notato che esso rappresenterebbe una svolta nel vangelo, che porta Gesù – anche a ragione dell’avversione degli oppositori – a terminare la sua predicazione al popolo per concentrarsi invece sulla comunità dei suoi discepoli: sarebbe, a guardar bene, la situazione speculare della comunità dell’evangelista, che è entrata in contrasto col giudaismo (o una sua parte) ed è ormai costretta a difendersi come Chiesa che custodisce il seme della Parola, e a difendere il messaggio del Regno portato da Gesù. Al modo in cui Gesù usa le parabole per illustrare la situazione della sua missione, la comunità di Matteo risponderebbe ai problemi interni (vedi su questi il c. 18 di Matteo) ed esterni (il rapporto col giudaismo normativo di alcuni farisei) con un’attualizzazione delle parabole di Gesù.

 

La giornata sul lago

Questa introduzione, solenne quasi quanto quella che precede il primo discorso di Gesù (vedi commento a 5,1-2), ambienta le parabole sulla riva del mare di Galilea – luogo che rievoca la chiamata dei primi discepoli (cfr. 4,18-22) – vicino alla casa di Gesù (vedi nota a 9,10), a Cafarnao. Sul piano simbolico esiste una grande differenza tra questa collocazione e quella del primo discorso, quello sul monte: qui il mare sembra riflettere, come qualcuno ha scritto, l’orizzontalità delle parole di Gesù e l’universalità dell’uditorio. Il mare, poi, è quell’elemento della creazione che è già stato “educato” all’ascolto delle parole di Gesù (cfr. 8,23-27) e ha assistito alla vittoria del Regno sui demoni (cfr. 8,32); ora, invece, sono i discepoli e le folle che devono ascoltare. Sul piano narrativo si tratta di una vera e propria pausa di riflessione nel racconto (il tempo del racconto è rallentato, e non si ha nessuna indicazione di tipo temporale oltre a quella del v. 1): se gli eventi non evolvono, il discorso di Gesù permette però al discepolo di fare il punto su quanto già accaduto e ascoltato, e prepararsi così a un ulteriore passo nella sequela.

Come già per il discorso dal monte, anche qui Matteo sottolinea (per due volte) che Gesù si siede (prima sulla spiaggia, poi sulla barca; vedi sopra la nota per la traduzione di 13,2): è l’atteggiamento del maestro, anche se, a guardar bene, Gesù più che insegnare racconta delle parabole, più che di astrazioni sul regno dei cieli parla dell’esperienza di uomini e di donne che l’hanno incontrato; più che insegnare, insomma, annuncia. Vi è però molto di più, e la descrizione della situazione non deve essere sottovalutata, perché la prossemica e altre scienze antropologiche hanno messo in evidenza da tempo l’importanza, per l’atto comunicativo, non solo delle distanze tra le persone, ma anche delle rispettive posizioni: Gesù, mentre racconta, sta seduto, è cioè in una posizione dialogante, in qualche modo indifesa, ma pur sempre fissa. Le folle, invece, sono in piedi, in una situazione più aperta a esiti diversi: possono perciò essere pronte, per esempio, a rimanere all’ascolto, mettendosi sedute o avvicinandosi a Gesù; oppure ad andarsene; o, ancora, ad attendere e tergiversare… Ogni ascoltatore è come un terreno che può raccogliere il seme in modo diverso.

 

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Lectio di venerdì 7 Aprile 2017, Prof. don Andrea Andreozzi (Istituto Teologico di Fermo) sulle parabole di Gesù in Mt 13.

 

AUDIO – Prof. don ANDREA ANDREOZZI – LECTIO DIVINA sul capitolo 13 del vangelo di Matteo: le parabole di Gesù

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VIDEO – Prof. don ANDREA ANDREOZZI – LECTIO DIVINA sul capitolo 13 del vangelo di Matteo: le parabole di Gesù

 

Testi per lo studio personale, la preghiera e l’approfondimento

proposte di struttura

alcune definizioni di parabola

Il Seminatore, xilografia della Bibbia del 1606 stampata apud Iuntas a Venezia

 

Domande per la riflessione personale e di gruppo

 

La parabola del seminatore evidenzia il desiderio di dare alla terra una scossa, un cambiamento e si conclude con Gesù che dice: “Chi ha orecchi intenda”. Sembra che ci dica: cercate di capire, di reagire, non rimanete immobili, il seme ha già prodotto cambiamenti nel terreno e voi che intendete fare? Chiediamoci se ci lasciamo cambiare dal seme che il seminatore continua a seminare senza mai stancarsi o rimaniamo invece immobilizzati dalle nostre paure.

 

Le parabole chicco di senapa e del lievito servono a donarci fiducia, rispondono alla domanda se si può fare qualcosa per il male. Ci indicano che c’è una crescita che, nonostante tutto, viene prodotta: basta guardare il cespuglio della senape o vedere crescere il pane. Gesù sembra dirci che il discepolo può operare anche attraverso la piccolezza e può contenere la grandezza del Regno dei Cieli nelle sue piccolezze. Dobbiamo chiederci se riusciamo a credere in tutto questo o invece rimaniamo chiusi di fronte ai fatti di male che sconvolgono il mondo. Ci domandiamo, inoltre: come reagiamo di fronte al male che vediamo in noi e negli altri?

 

In Matteo ad un certo punto è il discepolo che fa la parabola o comunque si può rivedere nella parabola. È un discepolo che risente la sua storia in parabole. Mi chiedo come potrei raccontare la mia vicenda di discepolo in parabole.

 

L’ultima domanda la fa Gesù: “Avete capito tutte queste cose?”, ed è una vera e propria provocazione. È anche un invito ad uscire dalla propria realtà per entrare in un’altra. Noi ci possiamo chiedere: riusciamo ad uscire dalla nostra realtà per entrare nella realtà di Gesù?

 

Gesù ci invita ogni volta che leggiamo il Vangelo ad estrarre cose nuove e cose antiche. Ci chiede capacità di comprensione del nuovo e dell’antico nel Vangelo e nella nostra vita. Possiamo chiederci se siamo capaci di guardare anche il nostro percorso di discepoli ed interrogarci su come la Parola e Gesù hanno operato e stanno operando nella nostra vita e su come anche le cose vecchie (che avremmo voluto buttare) hanno acquistato una nuova luce.

 

 

 

Il seminatore, Vincent Van Gogh

1 Comment on "Le parabole di Gesù – AUDIO e VIDEO – Prof. don ANDREA ANDREOZZI – LECTIO DIVINA sul capitolo 13 del vangelo di Matteo – DOMANDE per la riflessione"

  1. Grazie di cuore per questo sito. Questo intervento,come tutti gli altri, mi ha stimolata a saperne di più perché aiutata a comprendere da una comunicazione che arriva al cuore e all’intelletto con arte e grande fede. Vorrei poter essere capace di portare la parola di Dio con questa fluidità di parole e di fede. È così prezioso poter essere guidati alla comprensione e all’approfondimento della parola di Gesù. Grazie e andate avanti! Oggi è Pasqua e mi è venuto il desiderio di leggere il vangelo di Matteo con l’ausilio di queste chiavi di lettura. Lieta e santa Pasqua di risurrezione.

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