Introduzione a Luca e a Atti degli Apostoli. La LECTIO del card. Giuseppe Betori a Perugia – Testo, audio e video da scaricare

A Perugia, il 9 novembre il Card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e biblista, ha inaugurato la lettura del vangelo secondo Luca secondo il metodo dell’Apostolato Biblico, con una Lectio introduttiva all’intera opera lucana.

Il testo si può scaricare qui.

Introduzione a Luca-Atti – Perugia 09.11.18

AUDIO dell’incontro scaricabile in mp3

I parte

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II parte

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VIDEO dell’incontro

 

Pregando insieme con la Parola 

1. Per il popolo ebraico perché cresca sempre di più nella fedeltà all’alleanza e goda così del compimento delle promesse di Dio.
2. Per la chiesa perché, come alle origini della sua vicenda, non tema di aprirsi alla continua novità della storia animata dallo Spirito.
3. Perché l’annuncio del Vangelo si diffonda con fecondità, con parole e azioni che tutti possano comprendere come la testimonianza credibile dell’amore del Padre rivelatosi in Gesù.
4. Perché lo Spirito scenda sulle donne e gli uomini di oggi, converta i loro cuori e li apra all’incontro con Cristo.

2 Comments on "Introduzione a Luca e a Atti degli Apostoli. La LECTIO del card. Giuseppe Betori a Perugia – Testo, audio e video da scaricare"

  1. Carissimi, ho ascoltato con interesse l’introduzione del cardinale Betori agli scritti dell’evangelista Luca. Mi piacerebbe approfondire un poco la relazione tra le ricerche storiche e la tradizione orale……. Grazie. Margherita

    • Cara Margherita, il tuo quesito è interessante. Le primissime notizie che accompagnarono la vita di Gesù e dei personaggi a lui vicino furono orali. Le informazioni che sono giunte sino a noi costituiscono la cosiddetta Tradizione. Tradizione scritta con l’iniziale maiuscola, perché non si tratta di riportare semplici usi e costumi di un popolo, ma gli eventi e le parole di Gesù. Tradere, verbo latino, significa consegnare con fedeltà nelle mani del successore ciò che si è ricevuto. La Tradizione orale è stata importantissima perché, in quel tempo, le persone che sapevano leggere e scrivere erano veramente poche; erano soprattutto gli “autorizzati”: scribi, storici e pochi altri.
      Per la Tradizione orale esistevano delle formule mnestiche che aiutavano molto. L’esempio più tipico è quello dei salmi cosiddetti alfabetici, in cui il primo versetto inizia con la prima lettera dell’alfabeto e continua in progressione sino all’ultima. Oppure, sempre nei salmi vi erano i cosiddetti mots-crochet – parole uncinetto – che si agganciavano al versetto precedente. I popoli semitici erano in grado di ripercorrere la loro discendenza fino al capostipite, proprio grazie alla memoria. L’esempio più tipico è quello di Giuseppe e Maria che si recarono a Betlemme per il censimento perché Giuseppe era discendente dalla famiglia del re Davide originario di Betlemme e che era vissuto circa mille anni prima di Cristo. Anche Gesù verrà spesso definito “figlio di Davide” perché appartenente a quel casato, però, col significato precipuo di Messia, perché da quella dinastia sarebbe nato il Messia promesso (Cf Mt 1,1).
      Per quanto riguarda le ricerche, esegeti, storici, archeologi e qualsiasi appassionato di Bibbia hanno sempre il desiderio di approfondirne di più la conoscenza. Negli anni ‘20-‘30 del secolo scorso, nacque in Germania la “scuola delle forme”, che applicò la critica storica ai Vangeli. Usufruì della critica letteraria già sviluppata, della storia, della geografia, dell’archeologia e dell’etnologia dell’antico Vicino Oriente. Quella scuola era razionalista e negava l’intervento di Dio nella storia; affermava che gli eventi e le parole di Gesù erano stati idealizzati e mitizzati, che la redazione dei Vangeli non aveva un legame logico-unitario, ma era solo un accostamento di fatti e che il Gesù della storia non era il Gesù della fede. Quella scuola era nata in ambiente protestante.
      In campo cattolico,il metodo della redazione è avvenuto intorno al tema sviluppato in ciascun Vangelo:
      Matteo nel suo Vangelo dimostra che Gesù è il Messia;
      Marco che è il figlio di Dio;
      Luca che è l’unico salvatore;
      Giovanni che Cristo è il Verbo di Dio, rivelazione personale di Dio.
      Attraverso lo studio storico e catechetico (insegnamento e testimonianza verace degli apostoli) è stata realizzata poi la redazione evangelica (O. Battaglia, A. Lancellotti).
      Il cardinale Betori ha citato alcuni studiosi degli scritti di Luca che si sono posti domande e formulato ipotesi varie. Tuttavia, essi non sono arrivati a risposte certe. E’ per questo che resta valida la Tradizione orale, confermata anche da Eusebio da Cesarea nella sua Historia eclesiastica, molto vicina al tempo degli avvenimenti. Essa afferma che Luca era originario di Antiochia (ora città turca), pagano, forse proselito, letterato, unico evangelista di origine greca e non giudaica. Era un Lukanos (da cui Lukas, poi Luca), cioè uno di quegli schiavi o liberti che studiavano medicina. Qualche storico afferma che poteva forse appartenere ad una famiglia agiata per via degli studi effettuati. Anche questa è un’ipotesi non verificabile.
      L’incipit del suo Vangelo inizia proprio come i testi di medicina di allora. Il genere letterario è molto bello. Esso fu scritto dopo il 70 perché l’autore descrive la distruzione di Gerusalemme avvenuta proprio in quell’anno e lo scopo per cui lo scrisse fu quello di dimostrare che Gesù è l’unico e vero salvatore dell’umanità. Infatti, nell’area del Mediterraneo erano parecchi i riti soteriologici che vi si svolgevano: riti Eleusini (due volte all’anno), Efesini, Orfici, Mithraici, ecc. Ai riti Eleusini, che erano i più importanti, partecipavano anche filosofi e imperatori romani. Per questo, i destinatari del suo Vangelo erano i pagani.
      Il Vangelo di Luca è stato definito da Dante “il Vangelo della mansuetudine”, perché sottolinea la dolcezza, la tenerezza la compassione (sun-pathein, soffrire con) di Gesù verso i malati e i sofferenti. Luca, da buon medico, era attento ai problemi e ai patimenti delle persone. E’ l’unico che narra, nell’agonia di Gesù nel Getsemani, “…e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra”. L’autore dimostra, all’inizio del Vangelo, che Gesù è la realizzazione delle promesse dell’Antico Testamento (cf il Nunc dimittis di Simeone, il Benedictus di Zaccaria, il Magnificat di Maria, ecc.) e le fonti del suo scritto furono proprio Maria e i familiari di Gesù.
      Spero di avere risposto in modo esauriente alle tue domande e ti ringrazio. Ti auguro buona lettura del Vangelo di Luca.

      Rosalba

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